martedì 13 settembre 2016










"Festa Mobile" e "Fiesta" di Papà Ernest Hemingway,  ed Mondadori,  euro 10,00 ed euro 13,00.

"Midnight in Paris" di Woody Allen , euro 12,00

La vita, a volte, scorre veloce e non ti lascia il tempo di scrivere sulle letture fatte. Appunti disordinati e poco professionali ai quali, però, ti affezioni. 
Cercherò di recuperare il tempo perduto.

Solerti professoresse e professori, per anni, hanno  cercato di insegnarmi il "non approccio ai libri".  Non ci sono riusciti.

Secondo loro, di Hemingway, andava letto (..perché  letture cariche di  tematiche ,  intrise di messaggio e  forse un po' tristi, e dunque tendenti all'accademia: in due parole la letteratura secondo loro ) "Il vecchio e il mare" o "Addio alle armi". Immaginatevi uno che non abbia mai bevuto il vino rosso e che, volendolo provare per la prima volta, gli venga consigliato di iniziare con l' Amarone, il Cannonau o il Barolo.

Il vino rosso è troppo forte? No.
E' cattivo? No. 
Il sommelier dovrebbe essere  un tantinello più elastico? Si. Decisamente si!

I tavolini, gli artisti, il pernod, le donne, i tori, le sbronze, i libri, i pittori, i poeti, gli scrittori bravi, quelli meno bravi, i mostri sacri e poi la vita. La vita è il segreto. La vita e la morte. Mescolate insieme in un verde bicchiere d'assenzio.
Pound, Dostoevskij, Scott Fitzgerald e moglie, la Stein, Evan Shipman, i quadri, Parigi, Pamplona. L'America. Quella grande, immensa, libera e selvaggia. Quella che tutti noi amiamo grazie a Papà Ernest.
Una birra gelata, le cosce di una donna, il fumo azzurro di una sigaretta.
La precisione, la perfezione, la musica delle parole di Papà. Un altro livello, un'altra categoria. Anche nella leggerezza con cui narra le storie di ragazzi-artisti in cerca di successo c'è un genio immenso, immenso!
Il merlot è un vino troppo spesso bistrattato. "Ruffiano" e "facile da bere", si dice ( mi è arrivata alle orecchie proprio così) ma il mio saggio amico Massimiliano Lombardo, che la sa lunga su molte cose, (come lo Zio di Paolo Conte)  dice : -  Ah si? Occhio che con il Merlot ci fanno lo Chateau Pétrus!!

Bye bye noiosi. Sventolo un fazzoletto bianco con la destra, nella sinistra ho un bourbon con ghiaccio tritato.
Lo stesso saluto che manda il giovane sceneggiatore di Allen, perso nelle strade di Parigi. La Parigi di Papà, di Cole Porter, di Picasso  e di tutti i geni che hanno vissuto nei suoi palazzi, camminato nei suoi parchi, respirato la sua aria profumata e incantata.
Una certa Francia, una certa America, una certa letteratura..

Quanto mi mancano.


"Et alors, Monsieur Hemingway,

ça va?…"

(Paolo Conte - Hemingway)











mercoledì 20 luglio 2016










Helen Humpreys, Cani Selvaggi, Ed. Fandango, euro15,00


Un romanzo veramente al femminile.
O meglio, un lato del femminile, forse il più selvaggio. Il più disperatamente in contatto con tutto ciò che è istinto, sentimento, creazione, vita.
Uno sguardo sul mondo che allarga le maglie della realtà e sgrana le cose nella loro essenza. In questi spazi, non più compressi, individua un posto che inizia nei campi dietro la fattoria di Cooper. 
Un posto selvaggio che è, poi, in ognuno di noi. 
Il posto non è solo visto, ma annusato, toccato, ascoltato, assaggiato.
La Humphreys scrive in prosa da poetessa e racconta una storia di 
sensazioni, così forti da ridisegnare la mappa stessa dell'esistenza.
Un racconto di cani che corrono con occhi che lampeggiano e indicano la strada alla nostra parte repressa.
L'amore sbrana, divora, distrugge eppure è bello e selvaggio come la natura stessa.
E nessuno finga perché ognuno di noi c'è stato, almeno una volta, là nel bosco, tra gli alberi che si vedono, subito dopo i campi, dietro la fattoria di Cooper.

"..E' questo  che l'amore rende possibile. E' così che può andare ed è per questo che bisogna temerlo."







giovedì 2 giugno 2016



Joe R .Lansdale, La notte del Drive - in, ed. Einaudi Stile libero, euro 11,90 

Una favoletta sulla provincia americana. Un gruppo di ragazzi in cerca di divertimento a basso costo. Forzati dei b-movies che affrontano la Grande Nottata dell'Horror. Questa volta, però, saranno loro i protagonisti.

Divertente quanto basta, dissacrante quanto basta.
Una lettura piacevole.

(Diciamo che Hap e Leonard non si battono!!!)








Bobby Sands, Un giorno della mia vita, ed. Feltrinelli euro 8,00




Gli ultimi giorni di vita di Bobby Sands. Militante dell'Ira nato nel 1954 e morto nel 1981, nel carcere di Long Kesh, blocchi H. 
Dopo 66 giorni di sciopero della fame, Sands  abbandona la vita ma non la sua lotta..
"Non mi stroncheranno perchè il desiderio di libertà e la libertà del popolo irlandese sono nel mio cuore.Verrà il giorno in cui tutto il popolo irlandese avrà il desiderio di libertà. Sarà allora che vedremo sorgere la luna."



Tanti anni fa uscì un commento poco lusinghiero della Thatcher su Andreotti. 
Spesso gli anglosassoni salgono in cattedra per giudicare noi latini. 
Spesso pensiamo, addirittura, che abbiano ragione.
Dico la Thatcher...quella che si alleò con Pinochet per avere l'appoggio dei radar cileni nella guerra delle Falkland-Malvinas contro la dittatura d'Argentina. 
Dico Pinochet...quello di Pisagua, di Londres 38, di Villa Grimaldi; quello che mandò agenti della DINA a fotografare le condizioni di campi di prigionia inglesi in Irlanda del Nord. Voleva contrastare le accuse di violazioni di diritti umani al suo regime, attaccando proprio Londra all'epoca del governo laburista.


Che roba la storia, eh!?
Chi ne paga le conseguenze è Sands.

Una storia triste ma che va conosciuta...la scrisse il ragazzo Bobby, condannato a quattordici anni di detenzione, utilizzando pezzetti di carta igienica e un refill di penna biro, in una cella del carcere dove era detenuto, ormai, da quattro anni e mezzo.

"Un giorno della mia vita"...  già il titolo commuove..

Riposa in pace, Bobby.





mercoledì 1 giugno 2016








John Williams, Stoner, ed. Fazi



Non sono un addetto ai lavori. Leggo storie e cerco di raccontare storie. 
Questo piccolo blog doveva essere per il racconto di genere, giallo, noir, crime. Ma, già da molto tempo, mi sono reso conto che, per esempio, le prime pagine di  "La vuoi vedere una cosa " di Raymond Carver, sono pura scrittura noir o meglio, scrittura coinvolgente, drammatica, trascinante. 

(Non tocchiamo, poi, "Delitto e castigo", libro senza tempo e qualificazione di genere perchè capolavoro assoluto)

Non serve il morto, serve il cervello, il talento, il cuore. 
Cito Carver il cui editor fu Gordon Lish; in "Stoner" il suo migliore amico si chiama Gordon Finch..sarò un caso?

"Stoner" è semplicemente uno dei migliori romanzi che mi sia capitato di leggere in questi anni. La storia di un uomo che si emancipa dalla campagna abbracciando la letteratura inglese. La descrizione del mancato rientro a casa di William Stoner al termine del previsto corso di agraria  è straziante: "Tuo padre e io siamo venuti per vederti laureato"..."Se pensi di dover stare qui a studiare i tuoi libri, allora è questo che devi fare. Tua madre e io ce la caveremo".

La storia di un uomo che diviene professore, che perde un amico in guerra, che acquista un nemico sul lavoro, che sposa una donna che lo odia, che "perde" una figlia per inevitabile trascuratezza. La storia di un uomo che ama una studentessa, l'insegnamento e la vita.


La storia di un uomo che odia la guerra.

La scrittura di Williams è cristallina, delicata, pudica. Come Carver spesso non dice e il non detto fa un rumore assordante. Williams, però, si ferma un momento prima di Carver: per cui c'è ancora più non detto. Un non detto così elegante e pulito da lasciare estasiati.

La pagine nelle quali il professor Lomax interroga il suo protetto Walker e Stoner si impunta (Stoner, vicino a Stone = pietra; sarà un caso?) sono stratosferiche. La drammaticità allo stato puro..non servono rapine o omicidi, basta una semplice interrogazione per incollare il tuo libro alle dita e sbatterti su una poltrona sino alla fine. Questo è "Stoner". Conosco qualcuno che lo ha trovato noioso. Posso comprendere. Siamo diversi e abbiamo gusti diversi. La letteratura è un piacere. ( "imparare è un grandissimo piacere" si legge nella Poetica di Aristotele). Se non mi piaceranno alcuni romanzi che leggerò, non vorrò certo essere giudicato. Forse, ne troverò addirittura qualcuno noioso. Ma Stoner no. Stoner è magnifico.



"Cosa ti aspettavi?, pensò."


(Ringrazio i miei amici librai Sergio ed Elena per avermelo consigliato. Elena, poi, me lo ha addirittura regalato. Grazie Elena.)



lunedì 30 maggio 2016










James Lee Burke, Sunset Limited, ed. Meridiano zero, euro 9,00

Ancora una volta, con Robicheaux, in viaggio per la Lousiana. 
Un vecchio torto, una vecchia ingiustizia sulla quale indagare. Lettura scorrevole, fatta di pagine malinconiche e belle. Poi, quando sono arrivato a questo: 

"Trovavo dei saloon vicino all'acqua, sempre vicino all'acqua, dove potevo intrappolare la luce e il significato di ogni cosa dentro tre dita di whisky e un boccale di jax, mentre la pioggia scorreva lungo le finestre e proiettava sulle pareti ombre di neon senza colore".


Ho capito perchè continuo a leggere James Lee B
urke.

Perchè è bravo e basta.
Paesaggi dipinti con le tinte carnose del sud. Profumi intensi di cibi e di fiori. La storia di questo immenso paese. 
Una vecchia canzone e un buon bicchiere..

..intrappolare la luce e il significato di ogni cosa dentro tre dita di whisky e un boccale di jax..


Robicheaux.. siamo tutti con te!



lunedì 2 maggio 2016











Marco Salomone, "Come gettare un sasso in uno stagno"
Ed. Streetlib, euro 9

Le mille anime di Marco Salomone
ovvero
La follia misurata

Non prendendomi troppo sul serio ma rispettando la sua richiesta, mi accingo a scrivere queste righe per l’amico Marco. Che è persona pacata, pulita e per bene. E la sua scrittura ne è perfetta copia. Pulizia e pacatezza che, in quest’epoca di esaltazioni ( “Oggi l’alloro è premio di colui che tra clangor di buccine s’esalta, che sale cerretano alla ribalta per fa di sé favoleggiar altrui…”), appaiono quasi diminuzioni, autoesili stilistici. Non a caso Gozzano tra le parentesi a censurare il troppo di questi anni.
Ma Salomone è folle e visionario e possiede mille anime. Mille eteronimi Pessoiani. Misura nello stile, genialità nella storia.
La narrazione viaggia, corre, sbanda, si imbizzarrisce, scalcia. Le sue anime confliggenti lo impegnano non poco a tenere le briglia. E ci riesce, anche quando l’avremmo voluto più guascone, più spavaldo nel lanciare le bestie in un galoppo selvaggio, a macinare chilometri di ludica dissacrazione.
Gli Io pacati ma folli di Salomone.
In “Ricerca al buio” e “Autostop” è King e Benni.
Benni, Rodari e Calvino in “La nonna di cappuccettino rosso”.
Fridrick Brown fa capolino ne “ Il Patriota”.
In “come gettare un sasso in uno stagno” Salomone risorge Guareschi.
“Verso” è un racconto da strada. Così da strada che quasi sembra sputato dal   Chinaski - Bukowski di turno. Quasi sputato perché il tizio ha un fazzoletto bianco, lindo, profumato e quando con quello si asciuga il volto, come per incanto appare Fante.
“Take a walk on the wild side” con ritorno al pulito. Magie Salomoniane.
“La via della chiesa vecchia”: è un esplosione. Un gettare all’aria gli eteronimi custoditi nel baule della sua coscienza. Novello Fregoli o Giachetti, Salomone inizia come Simenon, cerca un cappotto alla Gadda, prova una camicia di Sciascia, un foulard alla Durrenmatt.. ma a un tratto, tira le briglia, rallenta, si gode il paesaggio al piccolo trotto malinconico che ti sembra di leggere Parise. A lui piace così e, in fondo, non dispiace nemmeno a noi.
Un giro del mondo pazzo ma pacato. Godetevelo.