mercoledì 6 gennaio 2021


 Mario Benedetti, Pedro y el Capitan, Alianza editorial  euro 11,80

Me gustaria mucho que my espanol fuera tan bueno para hacer una revision  directamente en este idioma tan lindo, pero no lo es

Jo habria escrito que este novelita es maravillosa; verdugo y vitima  en una historia "que se desarrolla en una sala de interrogatosios" como se lee en la quarta.

La derrota final de un militar que empieza come vencedor.

La derrota del ser umano que non puede tocar a ser inhumano  tampoco  durante una guerra sucia

La victoria de la victima.

Me gustaria que mi espanol fuera bueno..

Una piccola novella. Una grande storia senza tempo, purtroppo.

Que escritura genial que usted tiene senor Benedetti. 

Que buena cara linda que usted tiene senor Benedetti. 

Descansa en paz.


  

Don Winslow, The Border, Einaudi Stile libero  euro 22,00

I wish my english were good enough to write a proper  review
but it is not. Or, in another words, could even be but I do not have time to write, correct, rewrite, edit the text so..I apologize Mr. Winslow maybe someone will tell what and unknown italian wannabe writer has written about The Border. I can allow myself only 
 few words.  The chapter named "La Bestia", most likley  "The Beast", is superior.

Superior? This spaghetti eater doesn't know how to use our language!

Maybe, maybe not.

Is superior, hundred meters higher than the rest of the book. It reminds me "papa" Hemingway in a way , "The fighter", one of the 49 tales but also  the Tom Sawyer's Mark Twain. That Mark Twain who visited Civitavecchia, round here and hated the city because of its narrow and smelly streets. But please come and visit us: Civitavecchia is not that bad and we have a lot of good surf spots here beetwen Santa Marinella and Civitavecchia, Mr. Winslow!


A part from that, That Chapter is gorgeous

Something that seems  to live of is own life. That Chapter is even better than you, dear Don.

The rest of the book is the old same Don. 

Best language in town, best caracters in town, best story, best description.

Art Keller, Los Hijos, the ghost of the Barrera 's family. The third Chapter. Strong, powerful, exciting. We learned a lot  about mexican cartels from your novels.

Only reading now John Fante "The road to Los Angeles" I am enjoiyng so much reading again! 

Bravo Don! 

 OK  now I can start writing the review in Italian.

Vorrei che il mio inglese fosse buono abbastanza per poter scrivere una recensione come si deve ma non lo è..





martedì 5 gennaio 2021

 

VENTI VENTI

OVVERO RECENSIONI PER UN ANNO (..MATTO)

In tempi pandemici tutto è lento. Lento e ansioso. 

I programmi saltano, i buoni propositi rimangono propositi. 

Le bottiglie di vino vengono stappate e le persone care, purtroppo, se ne vanno. 

Ho letto alcuni libri dall'aprile 2020. Non riuscirò a fare recensioni folli come un tempo, tanto a chi interessa?  

La risposta è semplice: a nessuno.

Ma il pittore dipinge per sé, il musicista dipinge per sé e chi scribacchia lo fa per sé. HO letto e ho trovato..

In INCUBO DI STRADA   di Derek Raymond, ( Merdidiano Zero 2010) la disperazione e la follia e un pizzico di Jules et Jim. Il Maestro Raymond è sempre grande anche nei suoi romanzi fuori dalla Factory.




In TORPEDONE TRAPIANTATI di Francesco Abate, (Einaudi Stile libero 2018)   la leggerezza, l'ironia e l'amarezza con la scrittura divertente e veloce di Abate.








In STAGIONI DIVERSE di Stephen King ( Pickwick 2013) le grandi storie di questo autore spesso sottovalutato. Scrittore di trame che spesso si svolgono nella mente, che giacciono sepolte nelle scatole della memoria. Kubrick, genio, non lo ha scelto a caso.

 








In UOMINI E TOPI di John Steinbeck ( Bompiani 2016) la bellezza della scrittura e della pianura. La desolazione della grande America della depressione. Un noir delle praterie dove vivono uomini che hanno troppo cuore o troppa forza o troppa cattiveria.









In NEVADA CONNECTION  di Don Winslow ( Einaudi stile libero 2017)  il Don degli inizi. Vino novello ma di qualità.









In BULL MOUNTAIN ( NN 2017) E COME LEONI (NN  2018) la terra, il contrabbando il Whisky, le armi, la droga l'amore, la montagna, il sesso, la passione, la violenza, la famiglia, l'odio, il sangue e l'amore.













In  LA SERA A ROMA Di Enrico Vanzina (Mondadori 2018) un libro straordinario. Cattivo, cinico ironico, dissacrante , ben scritto, divertente. A tratti sembra di leggere l'Oscar Wilde de "il Ritratto di Dorian Gray", a tratti lo Scerbanenco de  "Gli uomini ragno". Godibile, profondo, glamour e intelligente; soprattutto intelligente. Talmente tanto che il confronto con qualche sua pellicola..
Mi fermo. Forse sto dicendo cose sciocche. Bravo Vanzina.  









In BROKEN di Don Winslow ( HarperCollins, 2020) Il vecchio Don. Dalla scrittura magica. Dalle parole come ciliegie. Sei storie stratosferiche. La citazione di Hemingway all'inizio. Un racconto per Steve McQueen, uno per Elmore Leonard, uno per Raymond Chandler..senza fiato, senza fiato! Così deve essere. Stop. 







In  IL FANSTASMA DEI FATTI di Bruno Arpaia (Guanda 2020)  un romanzo che deve essere letto a ogni costo. Che non ha nulla da invidiare ad American Tabloid di Ellroy. Quattro morti: Tchou, Mattei, Ippolito e Marotta. Settori di sviluppo stroncati. Un indagine fenomenale. Una bella  lingua piena di invenzioni. Bravissimo Arpaia











mercoledì 22 aprile 2020



Don Winslow "I re del mondo" Einaudi  Euro 18,50

Il mondo può fare a meno di recensioni. Può fare a meno di blog.Non può fare a meno dell'amore,della compassione, dell'uguaglianza e della giustizia, sociale e non.
Il mondo può fare a meno di quello che scrivo io? Si. 
Ma, in momenti come questo, leggere libri leggeri, divertenti,quindi sognare, scherzare è  fondamentale. Allora perdonerete se sarò io, anora una volta, a raccontarvene qualcuno. Sette romanzi e un racconto lungo. Letti e accantonati nei mesi scorsi. Che la frenesia delle giornate lavorative non consentiva pause.Che la passione scoppiata  per una meravigliosa lei non concedeva riposo.  Ora si. Ora dobbiamo fermarci. Andare avanti di corsa come prima non avrebbe senso. Continuare ad amare chi ci ferisce non ha senso. E allora?
Allora eccovi  "I re del Mondo" ( "The Kings of Cool") di Don Winslow. Prequel de "Le Belve"( "Savages") . Un romanzo veloce e fresco. La California degli anni 60 e degli anni 70. Il Flower power dei genitori dei nostri eroi . La California di oggi. Il Surf, le sostanze stupefacenti. Le generazioni.  Ben, Chon e O. L'amicia-amore inizia.

Don è maestro di invenzioni letterarie e di acrobazie prelibate. La sua scrittura è sexy and smooth, come le gambe abbronzate  di una surfista che pagaia verso al line up.

Non troverete il Don de " La pattuglia dell'alba" o de "L'ora dei gentiluomini " o de "Il potere del Cane" ecc. ecc., ma è pur sempre il Don.
Cameo di Bobby Z ( p.199)  e di Fankie Machine (p.215), personaggi che abbiamo amato e che amiamo



Abbiamo tutti voglia di estate e di uscire da 'sto maledetto incubo.

Stay Cool, Stay human!


ps

I loved you so much, "my" heart lips.















martedì 29 ottobre 2019













Dario Cresto-Dina "Sei chiodi storti" ed. 66thand2and euro 17,00


Bella storia. Non molto pubblicizzata, sicuramente non  propagandata.  Che invece ce ne sarebbe di orgoglio qui. Di bellezza del gesto e di grandiosità dell'animo di alcuni. 
Vincere la Davis in Cile. "Alzare la coppa in faccia" a Pinochet.  "So' soddisfazioni", come si dice dalle mie parti, anche se "el Burro" / " Pin8" quel 18 dicembre 1976, in tribuna non c'era.
Rappresentava il Governo il Generale  dell'aeronautica Gustavo Leigh Guzman , colui che aveva ordinato il bombardamento della Moneda l'11 settembre 1973.

"Panatta milionario Pinochet sanguinario", le polemiche, il PCI, Berlinguer, le storie di ognuno. Storie nelle storie : bellissime, poetiche, crudeli.  

Panatta, Bertolucci, Barazzutti, Zugarelli e il capo Pietrangeli vincono.

Panatta e Bertolucci in doppio in maglietta rossa entrano nella leggenda.
Peccato che a noi italianani, chi siano gli eroi, ce lo debba sempre spiegare qualcun altro. Peccato davvero.
Letto il libro a giugno 2019, "posto" solo ora per ragioni di tempo, Scrivere, lavorare e vivere non è semplice ma il tempo, alle volte, è saggio.
Si scrive quando è il momento. Ora è il momento.

W Chile!

"Es el canto universal,
cadena que hará triunfar
el derecho de vivir en paz"
Victor Jara


















giovedì 4 luglio 2019



Kike Ferrari , " Da lontano sembrano mosche" Feltrinelli euro 9,90

Te están buscando matador..

Così va letto questo goiellino, con la musica dei "Los fabulosos Cadillacs" a palla.
Una corsa contro il tempo, una corsa indietro nel tempo, quella del signor Machi, farabutto, odioso bastardo, eppure così familiare e caro a noi Italiani.
Come se ne "Il sorpasso" di Risi fosse rimasto solo Gassman alla guida della spider.
-Ma sta maghina nun cure? domanda il villico. 
-Cure, cure! Risponde il Machi nostrano.

Con la sua bmw nera da duecentomila dollari, Machi percorre una Baires spettrale alle prime luci dell'alba. E quando fora, scopre una cosa nel portabagagli, una cosa gli  farà ripercorrere quello che ha fatto in vita per arrivare a essere in cima alla catena alimentare.
Una serie di atti scellerati  e sanguinari per i quali ritrovarsi quello che si ritrova in auto è il minimo che gli potesse accadere.

Uno che ha al soldo uno sgherro che si chiama cloaca.

Uno che rende complicato provvedere alle cure del bambino di un sottoposto per poi concedergliele all'ultimo secondo, proprio mentre sembra essere arrivata la fine.

Uno che ha ancora i contatti con i militari degli squadroni della morte.

Uno che vince, insomma. Un piccolo, sudicio, schifoso essere umano, che si arrabatta,vive, cresce e comanda.
Ma qualcuno gli ha fatto un brutto scherzo, stavolta.
(Piccolo perla del noir, strepitosa la traduzione di Cacucci.)

Te estábuscando matador!












mercoledì 13 febbraio 2019




Derek Raymond, il noir. 


Cosa è il noir? Questione dibattuta. Argomento sviscerato. Tanti esperti in bella mostra. Lasciamo stare le definizioni  formali, legate ai colori delle prime copertine apparse in Italia e in Francia. Spesso si è detto che il giallo sia ordine, caos e successiva ricomposizione dell’ordine in un movimento rassicurante. Mentre il noir sarebbe mera osservazione della realtà criminale. Ordine e caos senza ricomposizione, oppure semplice osservazione del caos. E’ corretto? Forse. E cosa ci aspettiamo da una storia noir? O meglio, cosa ci propongono per noir ?  L’investigatore esperto di cucina che risolve casi tra un amore e l’altro in una solare cittadina del sud. Il poliziotto criminale, quello la cui  metà oscura è forte come la metà alla luce. L’investigatore dilettante, improbabile: un librario per esempio o un cuoco, oppure il proprietario di un locale che tra colpi di genio e botte di fortuna arrivi, comunque, alla ricomposizione dell’ordine violato. L’anatomopatologo  che viviseziona i cadaveri  Il farmacista  Il  prete. Il netturbino. Il tassista.  Una persona con una sua vita, le sue  relazioni, i suoi gusti, le  sue vicissitudini quotidiane: il litigio con la compagna, con il compagno, lo scazzo continuo con il capo, le incomprensioni con gli altri colleghi,  l'amore, la tranquillità, la serenità, la comicità, insomma l'entrata in un mondo oscuro dove l'eroe trova sempre il bandolo della matassa e ne esce vincitore risolvendo l'enigma, dimostrando che si può entrare nell'oscurità con una lanterna e un filo e  uscirne vincitori come nel labirinto del Minotauro.
Sul serio ci aspettiamo questo da un noir?  Vogliamo queste “storie caminetto” per tranquille  serata in casa? E allora meglio non leggere Derek Raymond. La sua oscurità liquida macchia,  contamina; dalla sua lettura ne usciamo, si, ma non siamo più gli stessi, come succede con ogni esperienza della vita, quella vera.  
 Fedele all’aforisma 146 di Nietzsche  “E se tu scruterai  a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te”(“Al di là del bene e del male”) , Derek Raymond, (Robert William Arthur Cook, Londra,12 giugno 1931-Londra, 30 luglio 1994)   promette di portarci nella testa di Lady Macbeth, di  Edipo, Di Otello, Di Jack Lo squartatore e null’altro. Ci conduce nei bassifondi della città dove ci sono i senza speranza, i senza futuro, quelli che la vita ha triturato e lasciato ai margini. Una promessa di squallore, di orrore, di rimpianti. E comprendo che possa spaventare ma anche l’essere rassicurati a oltranza da un genere che dovrebbe prefiggersi l’indagine sull'animo umano spaventa. Di più, atterrisce.
 Chi verrà  dopo di noi saprà ricordare ancora ciò che deve essere ricordato?

 Nel suo magistrale  “Hidden Files”“Stanze nascoste”,il maestro Raymond ci dice che “una delle funzioni  dello scrittore è di misurare ciò che è stato dimenticato”. E trovo questa frase straziante, in perfetta sintonia con le prime e le ultime pagine di quel bellissimo romanzo che è “Kamchatka” di Marcello  Figueras . Dove il ricordo del padre desaparecido che bacia il figlio è sempre diverso con il passare degli anni che separano da quell'evento eppure sempre presente come in un circolo temporale.
Che fine ha fatto il simpatico studente di ingegneria che abitava al terzo piano di Avenida Indipendencia nel Barrio San Telmo? Una notte abbiamo sentito un rumore, ci siamo affacciati e una Ford Falcon  verde scuro senza targa se l'è portato via. 

Che fine ha fatto l'avvocato tanto distinto che abitava al nr.90 di Rua Jose Victorino Lastarria? Pare che l'abbiano visto per l'ultima volta in una Chevrolet C 10 , in mezzo a uomini in giacca e cravatta e  con la faccia da tagliagole. Chi li ricorda? 
Chi ricorda il prigioniero irlandese morto di fame a maggio nel carcere di Long Kesh ?  E la ragazza romana  anche lei morta a  maggio in Piazza Belli ? Chi li ricorda? Li ricordano coloro che li hanno  amati in vita. I genitori, le  mogli, i  mariti, i figli,  e, in ultimo, uno speciale tipo di dannato:  lo scrittore, quello vero,  colui che “misura ciò che è stato dimenticato”. Questo è il suo compito, per questo la sensibilità che non lo fa dormire la notte gli è stata donata; a questo serve il talento ricevuto. “Questo è un mondo di lupi e tu non lo sei”  recita Benicio Del Toro, l'avvocato in lutto del bellissimo“ Sicario”di Denis Villeneuve. Un mondo di lupi.. “Ecco, io  vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe” (Matteo 10,16-23).

Raccontare storie che valga la pena raccontare,  in modo nomade, sotto le stelle,  attorno al fuoco, al sicuro dai lupi, quando un goccio d'acquavite scalda il cuore e ci si può finalmente permettere una risata, una confidenza a fine giornata; sempre vigili perché il buio ci circonda. Questo è il compito dello scrittore, in un mondo duro, cattivo, spietato, ovvero reale.
“E morì a occhi aperti”, “ aprile è il più crudele dei mesi”, “Il mio nome era Dora Suarez”, “Il museo dell’Inferno”, “ Come vivono i morti” , “Quando cala la nebbia rossa” , “ Stanze nascoste”,questi i titoli che ho potuto leggere. Uno scrittore inglese, con una vita da francese e trucchi da italiano. Un ricco borghese, un contadino, un viticoltore, un trafficante di film porno, un faccendiere per la criminalità londinese, questo era l'uomo e questo era lo scrittore.
I primi tre titoli citati sono un viaggio negli inferi, struggenti, amari, velenosi eppure irrinunciabili, fondamentali.  Raccontano della passiva osservazione della morte, della fredda follia dell’omicidio e  dell’ossessione di un detective per la vittima e per la sua vita disperata. Quella Dora reale o immaginaria che ha quasi reso pazzo Raymond. Che lo ha portato vicino alla musica dei Gallon Drunk. Le altre due sono storie da armadio ammuffito: l’amore oltre la vita e la banalità borghese del male. Ma anche poesia della descrizione e lucida analisi della mente criminale. Il sergente senza nome in forza alla A14, Sezione Delitti Irrisolti,  cerca con i suoi mezzi spuntati di incidere nell'esistente ma tutto ciò che riesce a fare è “misurare ciò che è stato dimenticato”, appunto.
“Quando cala la nebbia rossa”, sembrerebbe non far parte del ciclo della Factory, o almeno non in modo diretto. Qui lo sguardo è ancora di più rivolto al criminale, a quello solitario, disperato, indurito dalla strada ma con una regola morale.
Nemmeno una parola di quelle lette in questi sette volumi è servita a rassicurarmi, a confortarmi, a divertirmi. Ma a guardar bene Dostoevskij diverte? Dürrenmatt diverte ? Sciascia fa ridere? E Zola? e Hemingway? E Shakespeare diverte? Si, forse il bardo si , almeno nelle commedie ,ma c'è sempre qualcosa di profondo, di vero, di fondamentale.
Ho sfogliato “Hidden files”come una Bibbia; l’ho poggiato in grembo sotto l’albero della Bodhi.
E ho recitato le sue regole come un mantra: 1. “Il noir non è letteratura d’evasione.” 2.“ Lo scrittore deve diventare parte dei personaggi, e loro  devono diventare parte di lui”. 3.“lo scrittore corre un serio pericolo perché deve cancellare ogni distanza tra se stesso e i personaggi.” 4.” In ogni caso alla fine dell’opera lo scrittore deve aver provato gli stessi sentimenti di colpa e di terrore dei personaggi.”  (pag.146)
E ancora:1. “Per scrivere un noir non ti serve essere laureato a pieni voti.” 2. “Ti serve un po' di metafisica, non importa dove l'hai appresa (la strada è un posto buono con un altro), e non importa in quale forma.” 3. Non riuscirai mai a riparare il diavolo semplicemente dipingendo con sei dita. (pag.195)
“Il noir serve a  impedirci di dimenticare, ed è il motivo per cui non è in voga” ( pag.178)
“Tuttavia penso che il noir si distingua perché è fratello nella povertà, difensore della miseria, delle masse alla deriva, della disperazione”… “il noir è un mezzo che distrugge il male definendolo, e mostrando tutto ciò che di negativo esiste nella nostra società” ( pag. 141).
Cresciuto tra le bombe della seconda guerra mondiale, educato a Eton, testimone della nascita e della caduta di Reggie e Ronnie Kray, signori dell’East End nella swinging London degli anni 60,   Derek Raymond ha raccontato la sua Londra, la Sua Inghilterra, occupandosi di chi non aveva più voce per chiedere aiuto. Spazzatura umana da mettere sotto il tappeto. Lo stesso che proprio il noir dovrebbe sollevare per mostrare i guasti della nostra società.  
Se hai sentito sbattere la porta del carcere, se ti sei mai seduto a parlare  con un assassino,  allora comprendi che Raymond non finge. Nessuna stucchevolezza, tutto è come deve essere.
Ma anche altri Raymond sono stati maestri. Le prime due pagine di “La vuoi vedere una cosa”di Raymond Carver,  a  mio avviso, sono puro noir. Nessuno viene ucciso, ma è noir. Tutti i romanzi e i racconti di Raymond Chandler, sono noir, a volte molto “divertente”, ma noir. “Uomini e topi” di Steinbeck, per passare ad altro nome:  cento per cento noir.  Tra i molti scrittori di genere, e chiedo scusa per quelli che sto dimenticando, Raymond, Chandler, Montalban, Izzo, Sciascia, Ellroy, James Lee Burke,  Dürrenmatt, Chandler, a volte Don Winslow, sono i nomi che  mi aiutano a “misurare”. 
Ma io potrei essere l’aspirante scrittore bilioso, l’ invidioso senza talento  che vuole riconoscere meriti solo ai grandi, defunti o lontani  che siano, cercando di sminuire i vicini e viventi scrittori di successo. lo so, ne sono consapevole. Potrei esserlo. A voi la decisione. Io dico solo che la mia biblioteca è colma di volumi chi mi rassicurano, che mi fanno divertire; non disprezzo certo l'investigatore professionista o il dilettante che cucinano o mangiano e che riflettono, come specchi ustori, il sole del Mediterraneo o della California, non li disprezzo affatto, li amo, li adoro, mi aiutano ad affrontare giorni cupi e grigi.  Ma soffro di sindrome enciclopedica cronica e, in tutta sincerità , senza offesa per nessuno, mal li vedo elencati sotto la voce “noir”. Derek Raymond invece, per la sua grandezza, può stare ovunque.
Paolo Tagliaferri                                                               Civitavecchia, 19 novembre 2018